Facebook e la vendita dei nostri dati personali

Facebook e la vendita dei nostri dati personali

Febbraio 13, 2018 Facebook News Social Media Uncategorized 0

Like, commenti e luoghi visitati ma non solo: Facebook estrapola le informazioni sui suoi utenti anche dai siti che visitano e dai dispositivi che usano.

Ormai lo sappiamo bene: Facebook è il luogo-non luogo in cui ogni aspetto della nostra vita, in qualsiasi momento, viene mostrato ai nostri contatti. Smussiamo, modifichiamo, filtriamo e impacchettiamo la nostra quotidianità fino a regalarla agli altri, aspettandoci – ovviamente – qualcosa in cambio: la loro stessa vita quotidiana.

Fuori da Facebook

Il contesto generale è quello del nuovo Regolamento Europeo per il trattamento e la protezione dei dati personali che sarà in vigore dal prossimo 25 maggio. La normativa prevede che le aziende e le amministrazioni pubbliche garantiscano agli utenti un maggior controllo e, dunque, una maggiore consapevolezza di ciò che accade ai propri dati personali e sensibili.

Molto spesso, quando il database informatico di un’azienda viene violato non c’è una diretta e repentina comunicazione dell’accaduto agli utenti. E questo crea non pochi disagi. Ecco, con la nuova normativa la violazione dovrà essere notificata entro e non oltre le 72 ore successive e gli utenti dovranno poter agire direttamente sui propri contenuti, scaricandoli e cancellandoli. 

Ovviamente, le modifiche e le regole introdotte dal regolamento sono molte e tutte – se concretamente applicate – efficaci.

Dentro Facebook

Il social network, con i suoi 343 milioni utenti europei, è uno dei soggetti maggiormente coinvolti nell’applicazione della nuova normativa.

Infatti, Facebook – tacciato in passato di aver trattato i dati personali dei suoi utenti in maniera poco chiara – questa volta ha deciso di fare le cose per bene e ha pubblicato una guida informativa sulle modalità di gestione della privacy degli utenti. 

Di solito si pensa che il solo essere presenti su un social network significhi voler rendere pubblici i propri dati personali. E forse questo può anche essere vero ma gli utenti dovrebbero avere quantomeno la possibilità di scegliere.

“Non tutti vogliono condividere le loro informazioni – ha dichiarato Erin Egan, responsabile del dipartimento dedicato alla privacy di Facebook – e per questo è importante che si possa scegliere se e come vengono utilizzate le proprie informazioni”.

Gli aspetti più interessanti vengono dal mondo della pubblicità. Come vengono trattati i dati degli utenti durante il processo di creazione di inserzioni pubblicitarie?

Come nasce un annuncio pubblicitario

Partiamo dal presupposto che i dati e le informazioni che Facebook conosce su di noi verranno condivisi con aziende e compagnie private. La sezione pubblicità della normativa si concentra proprio su questo aspetto.

Noi visualizziamo annunci e banner su siti web esterni anche in base a ciò che facciamo su Facebook. Sì, proprio così perché il programma Audience Network permette alle aziende di estendere le proprie campagne pubblicitarie anche al di fuori dei social.

Per capirci: se l’utente segue pagine tematiche riguardanti la cucina o il cinema, troverà inserzioni inerenti a quegli argomenti nei siti web che visita. 

Trascorrendo il nostro tempo su Facebook, poi, ci si renderà conto che più interagiamo con alcuni brand nella vita reale e più ci ritroviamo di fronte ai loro annunci. Come è possibile? Semplice: basta condividere numero di telefono o email con un’azienda e questa può facilmente generare annunci personalizzati. 

Ma, per concludere, quali sono esattamente le informazioni che Facebook raccoglie su di noi? 

Da una parte, ci sono i dati a cui può accedere direttamente – alla portata di qualsiasi altro utente – contenuti pubblicati, luoghi visitati, eventi a cui si è partecipato, like, commenti e tag. Dall’altra, invece, ci sono quelle informazioni che vengono estrapolate dalla rete di contatti a cui un utente è legato, dai siti web visitati, dai prodotti cercati e dal tipo di dispositivo utilizzato. 

Insomma, le informazioni sono molte e variegate. La battaglia della privacy sarà sicuramente a un punto di svolta – almeno in Europa – con il cambio di legislazione e il nuovo regolamento: vista però la complessità di dati che possiamo legittimamente concedere a Facebook, è meglio entrare in più nei meccanismi che regolano la gestione dei nostri dati, per non farci trovare impreparati!

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